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Superbonus 110% 13 | 12 | 2021

Il decreto antifrodi per i crediti d’imposta

Il decreto antifrodi per i crediti d’imposta edilizi ha causato, come noto, notevoli difficoltà alle imprese edili, che si sono ritrovate con crediti fermi nel cassetto fiscale, cantieri rallentati o fermi e nuovi appalti per cui si ritarda la firma.

Se la prima bozza del decreto prevedeva la responsabilità per le banche ed i cessionari che non avessero usato le attenzioni del “buon padre di famiglia” la formula finale ha escluso le banche da ogni responsabilità, ma tutti i soggetti che acquistano crediti hanno attuato formule che limitano l’accesso al credito.

Poste Italiane non compra più crediti d’imposta in seconda cessione da imprese con meno di 18 mesi di attività ed ha diminuito il massimo cedibile per codice fiscale: ad esempio per i privati il massimo è 100.000 euro: vuol dire che se una persona cede nel 2021 100.000 euro di crediti non potrà più cedere nulla nel 2022. Poste fa sapere che queste restrizioni potrebbero essere cambiate ma comunque l’incertezza per il principale canale di cessione di crediti d’imposta, causa problemi notevoli alle imprese edili.

Per quanto riguarda i bonus ordinari tutte le Banche invece richiedono la dichiarazione di fine lavori, anche se l’Agenzia delle Entrate ha precisato che è sufficiente che gli stessi siano avviati per poter trasferire il credito sul cassetto fiscale dell’impresa.
Le stesse banche sono in procinto di attuare verifiche preventive sui subfornitori prima di cedere il credito.

I bonus fiscali: la proroga

La situazione è quindi complessa, anche se i bonus fiscali saranno probabilmente prorogati per lungo tempo, sarà più difficile avviare i lavori senza una pianificazione dei crediti, contando sulla facilità di cessione: è probabile che l’impresa sarà sottoposta ad analisi approfondite e che i tempi di liquidazione vadano dai 60 ai 30 giorni. Non certo i tempi a cui ci aveva abituato Poste Italiane, che recentemente ha comunque pagato i crediti dopo 60 giorni dall’accettazione.

Cassa depositi e prestiti (che di Poste Italiane è socio di maggioranza) costituisce uno degli ultimi player ad essere giunti sul mercato ed opera tramite consorzi e piccoli istituti di credito, per le imprese con meno di 20 milioni di fatturato.

Dal 10 Dicembre CDP si è adeguata al clima di restrizione con una check list che le imprese dovranno rispettare per poter cedere i loro crediti d’imposta.

Le condizioni più importanti sono:

  • Il rapporto tra Perdite nette e Patrimonio Netto è inferiore al 50%
  • L’impresa  non presenta segnalazioni in Centrale Rischi di sofferenze a sistema
  • Il rapporto in Centrale Rischi tra Sconfinamenti Cassa e Accordato Cassa Totale è inferiore al 20%
  • L’impresa non ha condanne o procedimenti per reati rilevanti o misure interdittive per la P.A.

Le più importanti tuttavia sono quelle che limitano l’importo del credito cedibile in rapporto al bilancio dell’impresa:

  • importo del credito ceduto per singola pratica inferiore al doppio del fatturato (Totale ricavi) come risultante da ultimo Bilancio
  • ammontare del credito uguale e/o non superiore al 90% del Totale Attivo come risultante da ultimo Bilancio
  • Coerenza tra l’attività di Impresa svolta dalla controparte, verificabile  (codice 4.12 costruzioni o progettazione non variato più di due volte negli ultimi 12 mesi)
  • Sede in Italia e non cambiata più di una volta negli ultimi 12 mesi
  • rapporto tra Patrimonio Netto e Attivo uguale e/o superiore al 6%
  • se l’impresa non ha subappaltatori Il rapporto tra Immobilizzazioni Materiali e il Totale Attivo è uguale e/o superiore all’ 1,5% ovvero il rapporto tra Costo del personale e Valore della Produzione è superiore al 5% e l’ammontare del credito richiesto diviso numero dei dipendenti dell’impresa è inferiore a € 330.000  
  • impresa attiva da almeno 12 mesi.
  • sede legale distante meno di 800 km dalla sede operativa

Cassa depositi e prestiti

Come si nota, oltre alle normali verifiche sulla solidità aziendale, l’attività di Cassa depositi e prestiti sarà rivolta ad imprese con almeno un anno di attività ed un bilancio chiuso ed il credito acquisito sarà proporzionato a fatturato e attivo patrimoniale (con margini comunque ampi).
In prossimità della chiusura dell’annualità 2021 è consigliabile operare per adeguare i bilanci alle nuove disposizioni e provvedere già a febbraio al loro deposito, in modo da poter cedere già a marzo il maggior numero possibile di crediti.

Taxcredit è disponibile ad aiutare gratuitamente le imprese a valutare il credito cedibile fin da subito e ad adeguare il bilancio 2021 alle nuove disposizioni.

Per chiedere il nostro aiuto è sufficiente compilare il form sul nostro sito.

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