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Potrebbe essere esteso sino al 2025 il superbonus 110% con l’inclusione di alberghi e seconde case, tranne quelle di lusso, agevolazione delle spese per la diagnosi energetica e sismica, anche se non fossero seguite dai lavori. Si tratta di alcuni dei 1294 emendamenti presentati sul Decreto Rilancio attualmente sottoposto ai lavori della Commissione Ambiente della Camera.Le ipotesi sulla proroga vanno da quella più probabile, ovvero il 2022, a quelle più ottimistiche per il 2023 o addirittura il 2025.

Superbonus 110%: seconde case e alberghi

Molti sono stati gli interventi che hanno chiesto di includere in questo dispositivo tutte le seconde case escluse quelle di lusso. Nell’attuale normativa le seconde case sono ammesse nel superbonus solo se si trovano in un condominio. Escludere edifici unifamiliari non risponde però alla necessità di efficientare tutto il patrimonio costruito. Altre richieste di inclusione nel dispositivo arrivano per le strutture ricettive e gli alberghi che godrebbero così della condizione di poter effettuare operazioni di riqualificazione delle loro strutture mettendole in sicurezza.

Superbonus 110%: diagnosi energetica e sismica

Alcuni emendamenti richiedono di agevolare con il superbonus le spese per la diagnosi energetica e sismica degli immobili per quanto alla classificazione non consegua la realizzazione dei lavori. Nel momento in cui, in un secondo tempo, si decidesse di realizzare gli interventi, le spese già sostenute potranno essere conteggiate ai fini del raggiungimento del tetto di spesa per calcolare la detrazione. In sostanza, si vuole estendere la detrazione maggiorata anche per i lavori preliminari, le diagnosi, che non hanno seguito nei lavori veri e propri di ristrutturazione. Inoltre, la maggioranza ha chiesto di alzare il tetto di spesa da 96 mila euro a 130 mila su cui poter calcolare il sisma bonus e ha aggiunto la proposta di agevolare anche le spese per la locazione temporanea e l’eventuale utilizzo di soluzioni abitative provvisorie per un massimo di spesa di 6 mila euro per non più di un anno.

Superbonus 110% per “verde tecnologico”

Altri emendamenti hanno proposto l’estensione del superbonus 110% agli interventi di sistemazione a verde e a quelli relativi al cosiddetto “verde tecnologico” ovvero l’ultima tendenza architettonica verso il verde verticale, i giardini pensili, terrazze che unisce alla ristrutturazione dell’edificio con effetti di mitigazione delle temperature. Non mancano le proposte per far rientrare nel superbonus anche i sistemi di captazione e recupero delle acque meteoriche ai fini dell’uso domestico a patto che siano accompagnati da altri interventi, almeno uno di quelli maggiori, fino a un valore complessivo di 30 mila euro. Uguali considerazioni per l’inserimento dei lavori per la riduzione del rischio idraulico, che in genere consiste nella trasformazione di superfici permeabili in superfici impermeabili. La delocalizzazione dei fabbricati esistenti nelle fasce alluvionali in zone più sicure.

Bonus ristrutturazioni: scadenza posticipata

Emerge, infine, dagli emendamenti, il tentativo di rafforzare il bonus ristrutturazioni e l’ecobonus posticipando la loro scadenza al 31 dicembre 2021.

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